L Approdo Opera All Umanit Migrante

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Ieri 29 dicembre alle ore 17 00 presso la Sala Triangolare del Castello Aragonese si svolta la presentazione delle opere realizzate nel corso del workshop internazionale d arte

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30 Dicembre 2011

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Ieri 29 dicembre alle ore 17 00 presso la Sala Triangolare del Castello Aragonese si svolta la presentazione delle opere realizzate nel corso del workshop internazionale d arte contemporanea svoltosi nell ambito del progetto L Approdo Opera All Umanit Migrante finalizzato alla trasformazione della motovedetta albanese Kater I Rades in un opera d arte dedicata ai dispersi per mare durante le migrazioni e coordinato dallo scultore greco Costas Varotsos Alla presentazione hanno partecipato il Sindaco di Otranto Luciano Cariddi il Presidente della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo Luigi Ratclif lo scrittore Alessandro Leogrande autore del saggio Il Naufragio Morte nel Mediterraneo Bruno Ciccarese Assessore alle Politiche Giovanili e alla Pace della Provincia di Lecce Gigi De Luca dell Istituto Culture Mediterranee di Lecce Sono stati otto i giovani artisti provenienti da Egitto Siria Montenegro Francia Albania Italia che hanno partecipato al workshop organizzato dalla cooperativa Artemisia in collaborazione con la Biennale dei Giovani Artisti d Europa e del Mediterraneo Essi hanno dato vita ad un itinerario di ricerca che partendo dal relitto della Kater I Rades ha interessato la Citt di Otranto i suoi cittadini la sua storia il suo ruolo nel contesto del Mediterraneo sud orientale il rapporto con il fenomeno migratorio che ha segnato la storia e la quotidianit della citt dagli anni novanta a tutt oggi Il risultato di questa ricerca sono otto lavori ideati e realizzati nel corso dei dieci giorni del workshop utilizzando materiali e linguaggi diversi dalla pietra al legno dallo specchio al gesso dalla luce al suono alla fotografia Le opere a cominciare dalla loro stessa collocazione nella citt pongono il problema del rapporto tra la citt la sua identit ed il mare inteso come rapporto con l altro Mohamed Ziada Egitto ha lavorato con la pietra realizzando una imbarcazione le cui forme risalgono ai miti faraonici che raccontano di come attraverso queste imbarcazioni le anime di coloro che perivano per mare in un mondo migliore dove potevano risorgere e vivere in eterno Ziada ha voluto dedicare la sua opera alle anime degli albanesi periti sulla Kater E possibile vedere questa opera dal titolo Sun Boat nel cortile Castello Aragonese Raffaela Zizzari Italia ha eretto i remi appositamente prestati per l occasione dai pescatori di Otranto e Gallipoli a simbolo degli approdi che da vent anni si verificano sulla costa salentina Venti remi tutti diversi Venti come gli anni passati dai primi sbarchi Remi come uomini appena sbarcati ma per ricordare quanti un remo o uno scoglio a cui aggrapparsi non l hanno trovato L allestimento dal titolo Venti Remi visibile presso la sala circolare del Castello Aragonese Sandra Lorenzi Francia ha realizzato due opere La prima intitolata The Ferryman visibile sulla spiaggetta dell Area Fabbriche L installazione fa riferimento alla mitologia greca Il gesto semplice di riempire di pietre un gommone distrutto dal mare pone le basi della costruzione di un monumento che gli stessi abitanti di Otranto potrebbero continuare a costruire La seconda opera dal titolo Sunken Promicises e collocata presso la Lega Navale stata realizzata a partire da una statua del Cristo in cemento e ricoperta successivamente da materiali che evocano l universo sottomarino La statua perde progressivamente la sua fisionomia per trasformarsi in un feticcio informe e organico che tuttavia non smarrisce l efficacia del gesto delle braccia tese all accoglienza Dusica Ivetic Montenegro Non affoga colui che cade in acqua-ma affoga chi male incappa Questo il titolo enigmatico della giovane artista montenegrina che ha lavorato con materiali differenti realizzando presso la Torre Matta un allestimento che vuole evocare i passi dei naufraghi della Kater I Rades e nello stesso tempo ricordarci che il mondo sommerso di parole inutili che intasano i cuori degli uomini per evitare loro le responsabilit a cui invece l arte ci richiama Victoria Leonidou Cipro Noi il titolo del lavoro di questa artista cipriota che parte da una citazione di Julia Kristeva Lo straniero vive con noi egli la faccia nascosta della nostra identit Nel mondo contemporaneo il fenomeno migratorio ha assunto dimensioni tali da influenzare la sfera politica sociale e culturale sino a toccare il problema dell identit nazionale Il Lavoro di Victoria Leonidou riflette sul rapporto tra il se e l altro noi e loro e provoca lo spettatore a cercare il coraggio di guardare nello specchio per scoprire se stesso come uno straniero in rapporto a loro L opera collocata nei nuovi spazi commerciali dell Area Fabbriche Arta Ngucaj - Arben Beqiraj Scaf Scaf Albania L intervento artistico di Scaf Scaf prende le mosse da quel fatidico venerd santo del 1997 quando la Kater I Rades affond trascinando verso il fondo 81 cittadini albanesi per la maggior parte donne e bambini L opera interpreta il desiderio dei familiari delle vittime di partecipare attivamente al progetto del Comune di Otranto di trasformare il relitto della Kater nel simbolo di tutte le migrazioni nel Mediterraneo Sono loro ad aver fornito le immagini dei volti delle vittime che rappresentano il punto forte dell intervento gi Arta Ngaj e Ben Beqiraj Altri interventi seguiranno tra le due sponde dell Adriatico L opera collocata nei nuovi spazi commerciali dell Area Fabbriche Rami Farah Siria Il titolo dell installazione di Rami Farah Scatola Nera Abituato a lavorare con le immagini e con il suono l artista registra una combinazione di voci e di rumori prossimi alla paura all incertezza alla morte Nel contesto straniante dei sotterranei del Castello Aragonese si riproducono gli incubi dei naufraghi attraverso una scenografia fatta esclusivamente di rumori e voci la cui drammaticit esaltata dal buio totale che avvolge l installazione Uno stato d allerta che viene fuori da una scatola nera un oggetto che nonostante le sue piccole dimensioni riesce a documentare le tragedie pi grandi della contemporaneit Il workshop costituisce una parte del progetto L Approdo Opera all Umanit Migrante che procede con i lavori di rivisitazione artistica del relitto della Kater I Rades a cura di Costas Varotsos e con il coordinamento artistico di Giusi Giaracuni della cooperativa Artemisia La fine dei lavori e l inaugurazione dell opera prevista per il 28 gennaio 2012 Decisivo per la realizzazione del workshop stato il contributo dell Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Puglia la collaborazione della Biennale dei Giovani Artisti d Europa e del Mediterraneo e dell Associazione Integra L iniziativa si avvale del patrocinio dell Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati UNHCR dell UNESCO dell Organizzazione Internazione per i Migranti OIM del Comitato Italiano per i Rifugiati CIR Otranto la Citt pi ad est d Italia vive un rapporto di reciproca apertura con le Genti che popolano l area orientale dell Adriatico spiega il Sindaco Luciano Cariddi Le poche miglia di distanza tra le due coste hanno rappresentato da sempre una via di comunicazione e di contaminazione tra diverse civilt culture e religioni Questa certamente la maggiore ricchezza di una terra in cui la stratificazione della storia ha lasciato tracce chiaramente leggibili delle varie influenze esercitate da quanti nei secoli hanno trovato approdo sul nostro territorio Un mare il Canale d Otranto che non separa ma unisce Non una frontiera chiusa ma una via d acqua che facilita flussi in grado di alimentare costantemente il dialogo con l altro Questo il messaggio che il nostro mare ci consegna consapevoli di un destino che accomuna tutti i Popoli dell area Mediterranea Un destino che non sempre ci ha riservato giorni felici La storia a volte sa scrivere pagine molto tristi ed anche il nostro Canale ha dovuto assistere a tragedie di un dolore assordante che si fa fatica a dimenticare prosegue il primo cittadino E noi non vogliamo dimenticare anzi vogliamo ricordare quei momenti Crediamo sia giusto coltivare la memoria Il progetto L Approdo stato sposato e fatto proprio dalla Citt affinch resti sempre vivo il ricordo della tragedia del naufragio nel Venerd Santo 1997 in cui persero la vita in molti tra uomini donne e bambini Ma anche affinch resti alta l attenzione sulle politiche da attuare per governare al meglio un problema che continua a far registrare ancora oggi tantissime vittime nei nostri mari Vogliamo che l opera realizzata dall artista Costas Varotsos possa rappresentare un luogo e un simbolo dedicato all Umanit Migrante Non dimentichiamo mai che anche il nostro Paese ed in particolar modo il Meridione stato interessato in passato dal fenomeno dell emigrazione di massa verso Paesi esteri che ci hanno accolto L Approdo conclude potr contribuire a rafforzare nella nostra Comunit la naturale predisposizione all accoglienza e alla solidariet sempre dimostrata e a non indurci a rifiutare mai quel primo abbraccio che ci viene chiesto da quanti fuggendo da luoghi in cui non si riesce a condurre una vita libera e dignitosa chiedono di poter avere una possibilit per guardare al futuro con fiducia e speranza

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Ultimo aggiornamento: 30/12/2011, 00:00

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