Descrizione
La Città di Otranto ospita quest’anno una mostra che porta in Puglia alcuni protagonisti dell’arte del secondo Novecento e del presente. Il codice visibile. Figura, parola, sistema tra Europa e Pop riunisce opere di Valerio Adami, Enrico Baj, Antonio Dias, Camille Graeser, Emilio Isgrò, Sol LeWitt, Alberto Magnelli, François Morellet, Peter Phillips, Mel Ramos, Jesús-Rafael Soto e Victor Vasarely. Il percorso attraversa linguaggi diversi, dalla figura alla parola, dalla geometria alla cultura Pop, e racconta come gli artisti abbiano trasformato l’immagine in un sistema di segni.
La mostra, coordinata da Cultours S.r.l., assume un ruolo significativo nella programmazione culturale pugliese dell’estate e dell’autunno 2026. La scelta di proseguire fino al 31 ottobre permette di superare la sola dimensione estiva e di accompagnare il territorio in una stagione più lunga. È un progetto che sostiene la destagionalizzazione, perché riconosce nella cultura un fattore capace di rendere Otranto attrattiva anche oltre i mesi del turismo balneare. L’esposizione rafforza così l’offerta artistica della Puglia, rivolgendosi ai visitatori dell’estate, ai residenti e a un pubblico che sceglie il territorio anche nei mesi autunnali.
Il cuore del progetto è l’immagine: non soltanto qualcosa da guardare, ma una forma da leggere e interpretare. Le opere selezionate mostrano come il foglio, la stampa, il multiplo e la composizione possano diventare spazi di ricerca. Nel percorso si incontrano narrazione, ironia, cancellatura, serialità, colore e percezione. Ogni artista affronta il tema del segno in modo autonomo.
Valerio Adami è presente con Donna con fucile, Uomo in macchina, Riding Boots, La visita II e Medea / Biedermer Zimmer. Le sue figure, costruite con contorni netti e colori compatti, non descrivono semplicemente una scena, ma aprono uno spazio mentale, sospeso tra memoria, teatro e racconto.
Con Enrico Baj il percorso assume un tono più ironico e corrosivo. In The great European nude, Piccolo Ubu, Greta Garbo, L’ultimo dei generali e Do Baj Yourself, maschere, corpi deformati, collage e materiali applicati mettono in crisi le immagini del potere e dell’autorità. La sua è una satira visiva diretta, vivace, solo in apparenza leggera.
La parola entra in mostra attraverso Emilio Isgrò che ha fatto della cancellatura uno dei gesti più riconoscibili dell’arte italiana. In Province siciliane, La pavona, Detti memorabili da Gesù a Isgrò, Venezia e Cancellature, il testo viene nascosto, interrotto, trasformato. Proprio questa sottrazione apre una nuova possibilità di lettura: ciò che resta visibile acquista più forza, mentre il vuoto diventa parte dell’immagine.
Antonio Dias introduce un passaggio tra parola, immagine e tensione politica. Con The desert (let it absorb), il segno si fa asciutto e concentrato. Peter Phillips e Mel Ramos portano invece nel percorso il mondo della cultura Pop, con immagini legate al consumo, alla pubblicità, al desiderio e ai miti della società di massa.
Un altro nucleo della mostra è dedicato alla geometria, alla regola e alla percezione. Alberto Magnelli, Camille Graeser, François Morellet, Victor Vasarely, Jesús-Rafael Soto e Sol LeWitt lavorano su forme, sequenze, griglie e vibrazioni ottiche. Magnelli costruisce equilibri plastici limpidi; Graeser organizza composizioni misurate; Morellet usa ripetizione e griglia; Vasarely e Soto rendono la visione mobile; LeWitt, con Counterpoint, porta l’immagine verso l’idea e la sequenza.
Il codice visibile mette così in relazione due direzioni: da una parte la figura, con la sua capacità di raccontare, sedurre e ironizzare; dall’altra il sistema, con la sua forza di ordine, ritmo e variazione. La mostra non separa questi mondi, ma li fa convivere, mostrando come l’immagine moderna e contemporanea nasca spesso dall’incontro tra invenzione, regola, intuizione e costruzione.
Il pubblico è invitato a seguire un percorso accessibile ma ricco di livelli, dove ogni opera apre un diverso modo di guardare. Dalla maschera alla griglia, dalla parola cancellata all’icona Pop, dalla figura narrativa alla vibrazione percettiva, la mostra racconta l’immagine come uno dei luoghi più vivi della cultura visiva contemporanea.
GIORNI E ORARI D’APERTURA
Tutti i giorni:
luglio e agosto 9.00 - 24.00;
settembre 9.00 - 22.00
ottobre 9.00 - 20.00.
COSTO BIGLIETTI
Ticket intero € 12
Ticket ridotto € 9 (gruppi 12 persone, convenzioni, possessori Otranto Card)
Ticket ridotto € 7 (minori di 18 anni, residenti nel Comune di Otranto, convenzioni)
Ticket di ingresso ai sotterranei € 5
Scolaresche € 3
Gratuito (minori di 18 anni in visita con i genitori/ticket famiglia, minori fino a 6 anni, guide turistiche con patentino con gruppo, disabili con accompagnatore)
