Descrizione
Grande partecipazione di cittadini e turisti, anche internazionali, per “Otranto in Luce – La Pietra racconta la storia, la luce la rivela”, il percorso immersivo presentato in un periodo ancora strategico per attrarre visitatori italiani e stranieri. Il progetto, sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni culturali”, è realizzato dalla Direzione regionale Musei nazionali Puglia con il Comune di Otranto e l’Arcidiocesi di Otranto.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare la memoria dei Santi Martiri di Otranto in un racconto immersivo, in cui storia, arte e tecnologia si intrecciano per restituirla alla città in una veste nuova e sorprendente. Il progetto, nato da un’idea del Consigliere del Ministro per la Diplomazia Culturale Vincenzo Sofo e affidato alla direzione artistica del maestro francese Bruno Seillier - sceneggiatore, scenografo e regista di fama internazionale - animerà Otranto fino al 27 settembre con un coinvolgente percorso immersivo tra videomapping, giochi di luce e suggestioni sonore di grande intensità. Ogni sera, dalle 21.00 alle 24.00, il cuore antico della città si trasformerà in un affascinante palcoscenico a cielo aperto, regalando al pubblico un’esperienza visiva, emozionale e culturale di straordinario impatto.
“Otranto in Luce” racconta le radici profonde della città, rendendo omaggio ai Santi Martiri, simbolo di fede e identità europea. Nelle pietre del borgo salentino vive la memoria di una vicenda secolare che ha plasmato l'identità della città e il suo lascito culturale. Nel luglio del 1480, l’assedio dell’imponente flotta ottomana segnò Otranto: la città, dopo un’eroica resistenza, cadde il 12 agosto. Ai superstiti fu offerta la possibilità di salvarsi rinunciando alla fede cristiana, ma ottocento otrantini scelsero il sacrificio, come è noto, divenendo martiri sul colle della Minerva il 14 agosto. La loro scelta coraggiosa ha attraversato i secoli, fino alla canonizzazione nel 2013 da parte di Papa Francesco. Oggi la città custodisce i luoghi simbolo di questa memoria – nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata sono deposte le loro spoglie – e rinnova il suo racconto attraverso la luce: uno spettacolo urbano che invita cittadini e visitatori a ritrovare nel passato un messaggio di consapevolezza e appartenenza.
Il viaggio di “Otranto in Luce” trasforma la città in un affascinante teatro sotto le stelle, in cui storia e spiritualità si intrecciano attraverso tecnologie d’avanguardia. Il percorso prende il via da suggestive installazioni che valorizzano Porta Terra, Cattedrale, Castello, Ex Chiesa dell'Immacolata, avvolgendole con giochi di luce che ne esaltano la bellezza e il significato. Si prosegue poi verso Porta a Mare: un imponente video-mapping anima una superficie di 40 per 28 metri, trasformando la pietra antica in uno schermo narrativo capace di affascinare e stupire. Il racconto culmina nel maestoso scenario del Fossato finale del Castello Aragonese, dove luci, immagini e colori si dispiegano su uno spazio di ben 87 per 17 metri (pari a 1.479 metri quadri). Ogni aspetto è stato pensato per offrire al pubblico un’esperienza immersiva e coinvolgente: sistemi audio d’ultima generazione e luci perfettamente sincronizzate accompagnano immagini e musiche originali, curate con attenzione in ogni dettaglio per emozionare e sorprendere cittadini e turisti.
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"Nell’epoca contemporanea utilizzare le nuove tecnologie digitali è certamente un’operazione intelligente e in tal senso numerosi sono gli esempi di ricostruzioni storiche affidate ai 'nuovi linguaggi', dichiara il sindaco Francesco Bruni. "Ciò, peraltro, consente di attualizzare e divulgare la pagina più importante della storia della città, che in tal modo diventa disponibile a tutti gli utenti e visitatori. Da anni Otranto sta portando avanti una politica che mira alla qualità del turismo, cercando di contenere gli effetti dei grandi afflussi agostani e di dilatare le presenze turistiche dalla primavera all’autunno. Oggi la vicenda storica dei Santi Martiri e della conquista ottomana di Otranto deve essere riletta sotto un altro punto di vista; si tratta di far tesoro delle lezioni del passato, anche di quelle tragiche e sanguinose, per comprendere che il Mediterraneo deve diventare un mare di dialogo e non di contrapposizioni egemoniche. Questo, peraltro, è l’obiettivo e il significato di molte manifestazioni e di tanta parte della produzione culturale della nostra Amministrazione". E conclude: "Terminato l’evento, penseremo da subito ad una riproposizione nella prossima stagione 2027. D’altronde un progetto curato da un’artista francese il cui palmarés annovera Nôtre Dame, Tour Eiffel, Les Invalides, Mont Michel, può essere proposto e rilanciato per più anni e più stagioni".
Bruno Seillier, Direttore artistico commenta: “Otranto è una città che custodisce nella sua pietra una memoria stratificata, fatta di civiltà, cultura e vicende che hanno attraversato i secoli. Con ‘Otranto in Luce’ abbiamo voluto creare un percorso capace di far emergere questa memoria attraverso la luce, l’immagine e il suono. Non si tratta semplicemente di illuminare i monumenti, ma di ascoltarli e lasciare che siano loro a raccontarsi. La luce diventa così una chiave per guardare Otranto oltre il primo sguardo e scoprire ciò che le sue pietre hanno conservato nel tempo”.