Descrizione
Cambiamenti climatici, erosione delle coste, perdita di biodiversità, pressione turistica, inquinamento, trasformazione degli habitat marini, presenza di specie aliene invasive e crescente competizione tra usi diversi del mare e della costa: sono tutti fattori di stress che oggi colpiscono il Mediterraneo e le sue comunità costiere.
Le soluzioni per costruire modelli di resilienza, adattamento climatico e sviluppo sostenibile però esistono e verranno discusse sabato 4 luglio alle 18:30 a Otranto, nell'atrio del Castello Aragonese, durante un evento organizzato da CIHEAM Bari e Legambiente, ente capofila del progetto, in collaborazione con il Comune di Otranto e il Parco Naturale Regionale Costa Otranto – S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase.
L’iniziativa si colloca all’interno del progetto internazionale MedPROACT (co-finanziato dal programma dell’Unione Europea “NEXT MED”), avviato lo scorso anno e che coinvolge enti, università e organizzazioni ambientaliste di Italia, Tunisia, Turchia e Giordania. Obiettivo finale del progetto è costruire strategie di adattamento al cambiamento climatico per e con le comunità costiere, coinvolgendole in un processo partecipativo di cui sono protagoniste. Analisi degli impatti combinati degli effetti del cambiamento climatico e altri fattori di stress, come microplastiche, inquinamento chimico e presenza di specie invasive (aliene e non aliene) su specie selezionate, daranno una base scientifica utile per pianificare e adattare la gestione delle coste da molti punti di vista, non da ultimo quello socioeconomico.
L’esperienza di progetti come MedPROACT diventa ancora più significativa per luoghi come la costa fra Otranto – Tricase – Santa Maria di Leuca, dove si svolgeranno alcune delle attività pilota come il lavoro con i portatori di interessi locali, con i quali si svilupperanno strategie di resilienza basate sulle necessità del territorio e sulle sue condizioni ambientali, favorendo l’adattamento di queste comunità alle nuove condizioni climatiche.
Proprio per avviare questo processo di costruzione di un percorso partecipato che unisca istituzioni del territorio, enti di gestione e di ricerca, e per presentare il progetto alla cittadinanza, è stato organizzato l’evento “Un mare sotto stress: comprendere le pressioni e costruire risposte per il futuro delle comunità” di sabato a Otranto.
L’iniziativa rappresenterà un’occasione per discutere non solo delle pressioni che minacciano il mare e la costa, ma anche delle soluzioni possibili per costruire modelli di resilienza, adattamento climatico e sviluppo sostenibile nel Mediterraneo.
Partecipano all’evento: Francesco Bruni, Sindaco di Otranto; Biagio Di Terlizzi, Direttore CIHEAM Bari; Daniela Salzedo, Presidente di Legambiente Puglia; Giuseppe Rubino, Regione Puglia, National Contact Point Programma NEXT MED (co-finanziatore del progetto).
Interverranno: Maria Cristina Fossi, Professoressa Ordinaria di Ecologia ed Ecotossicologia, Università di Siena; Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale Aree Protette di Legambiente; Massimo Zuccaro, Responsabile Unità “Blue Communities” - CIHEAM Bari; Michele Tenore, Presidente Parco Naturale Regionale Costa Otranto – S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase; Francesco De Franco, Direttore del Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento; Luigi Ricci, ISPRA - Direttore Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità. Modera l’evento Lorenzo Zito, giornalista. Al termine dell’iniziativa sarà consegnato il riconoscimento delle “Cinque Vele” di Legambiente al Comune di Otranto.
Le attività di MedPROACT in Italia coinvolgeranno la sopracitata costa di Otranto – Tricase – Santa Maria di Leuca in Puglia, in Toscana l’area marina protetta Secche della Meloria e in Sicilia le Isole Pelagie, le Egadi e Capo Milazzo.
Oltre alla creazione di un percorso partecipato dalla comunità locale (previsto in Puglia e in Sicilia, alle Egadi e a Capo Milazzo) per arrivare alla definizione di linee guida e strategie per l’adattamento ai cambiamenti climatici, altre attività previste dal progetto sono il ripristino di praterie di Posidonia Oceanica, che con la sua presenza mitiga la forza delle correnti e che agisce come “trappola” per la CO2, e la creazione di un sistema di pre-allerta per valutare gli impatti dovuti al cambiamento climatico sulla biodiversità marina. Centrali anche le attività dedicate all’adattamento del settore pesca, per esplorare il potenziale ecologico ed economico per uno sfruttamento sostenibile delle specie ittiche invasive.
